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CHIARIMENTO SULLA LUNGHEZZA DELL'ARMA

DEFINIZIONE DI ARMA CORTA

COME IMPORTARE UN'ARMA

IL DECRETO LEGGE 75/2012 PREVEDE CHE IL BNP CLASSIFICHI LE ARMI ASSEGNANDO UN CODICE. QUESTO COMPORTA CHE LE ARMI GIA' BANCATE PRESSO ALTRI BANCHI DEVONO PASSARE DAL BANCO DI PROVA DI GARDONE?

CATEGORIE DELLA NORMATIVA COMUNITARIA

SONO IN POSSESSO DI UNA CARABINA  SEMIAUTOMATICA IN CALIBRO  223 POSSO UTILIZZARE CARICATORI DELLA CAPACITA' DI 30COLPI? HO SENTITO DIRE CHE IL BNP NON LI CONSIDERA IDONEI PER ARMI COMUNI.

 

Nelle armi dotate di calcio ribaltabile/telescopico la lunghezza dell'arma è quella minima da intedersi con calcio chiuso.


 

DEFINIZIONE DI ARMA CORTA


Sorprendentemente, suscita qualche perplessità, a non pochi operatori del settore armiero, la definizione di arma corta ai sensi della Direttiva CEE 477/91 e successivi aggiornamenti.
La definizione di arma corta data nell’allegato IV della Direttiva è la seguente:

IV – Ai sensi del presente allegato, si intende per:
a)    “arma da fuoco corta” un’arma da fuoco la cui canna ha una lunghezza inferiore ai 30 cm oppure la cui lunghezza totale non supera i 60 cm;
b)    “arma da fuoco lunga” qualsiasi arma da fuoco diversa dalle armi da fuoco corte .

Come è scritta la definizione non da luogo a dubbi interpretativi. La congiunzione disgiuntiva “oppure” collega le due proposizioni ponendole in alternativa perchè al soggetto “arma da fuoco” si possa attribuire la qualifica “corta”. Nella versione francese della definizione troviamo la congiunzione “OU”, nella versione inglese la congiunzione “OR”.
La definizione potrebbe essere riformulata con due semplici proposizioni:
a1)   “ arma da fuoco corta” un’arma da fuoco la cui canna ha una lunghezza inferiore ai 30 cm;

a2) “arma da fuoco corta” un’arma la cui lunghezza totale non supera i 60 cm.


Le due condizioni a1 e a2 valgono separatamente ovvero  a1 non esclude a2 e viceversa a2 non esclude a1.
Per quelli che come me si districano meglio con i numeri e i grafici anziché con le parole, scomodiamo la teoria degli insiemi e ci costruiamo un grafico che mnemonicamente è più facile da ritenere. Su un piano cartesiano associamo all’asse orizzontale le lunghezze delle canne e sull’asse verticale le lunghezze totali dell’arma. Sull’asse orizzontale individuiamo il punto corrispondente  alla lunghezza canna 30 cm e tracciamo una semiretta verticale.
La porzione di piano a sinistra di questa semiretta contiene tutte le armi corte che soddisfano la definizione a1 o per dirla con l’insiemistica questa striscia di piano rappresenta l’insieme  delle armi con canna inferiore a 30 cm.
Sull’asse verticale individuiamo il punto corrispondente  alla lunghezza totale 60 cm e tracciamo la semiretta orizzontale. La porzione di piano sottostante questa semiretta contiene tutte le armi che soddisfano la definizione a2 ovvero questa striscia di piano rappresenta l’insieme delle armi con lunghezza totale inferiore a 60 cm.
La definizione a) con la sua congiunzione  “oppure” si traduce in insiemistica nella unione fra i due insieme cioè l’insieme costituito dagli elementi che appartengono ad uno o all’altro insieme e ovviamente a entrambi. Il grafico seguente rappresenta quanto detto.

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La zona tratteggiata rappresenta l’insieme delle armi corte secondo la definizione a) della Direttiva CEE.

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Contrassegniamo le quattro aeree del grafico con numeri romani da I a IV.

Nella zona I le armi hanno lunghezza canna inferiore a  30 cm e lunghezza totale superiore a 60 cm.
Nella zona II le armi hanno sia lunghezza canna inferiore a 30 cm che lunghezza totale inferiore a 60 cm.
Nella zona III le armi hanno lunghezza canna superiore a 30 cm e una lunghezza totale inferiore a 60 cm.
Le armi di queste tre zone sono corte.
Le armi lunghe sono quelle appartenenti alla zona IV caratterizzate da canne con lunghezza superiore a 30 cm e lunghezza totale superiore a 60 cm.
Per completezza prendiamo in considerazione una definizione complementare dove invece della congiunzione disgiuntiva “oppure” venisse usata la congiunzione copulativa ”e”.
La definizione:
a)    Verrebbe così modificata:
) “arma da fuoco corta” un’arma da fuoco la cui canna ha lunghezza inferiore a 30 cm e lunghezza totale non superiore a 60 cm.
Dal punto di vista insiemistico significa che l’arma è corta solo se soddisfa entrambi i requisiti,  ovvero l’insieme arma corta è l’insieme intersezione fra l’insieme  delle armi con canna inferiore a 30 cm e l’insieme delle armi con lunghezza non superiore a 60 cm e queste condizioni sono soddisfatte solo dalle armi che cadono nel quadrante II della figura precedente.
La definizione della direttiva europea risponde ad una logica tipica degli operatori della pubblica sicurezza. Infatti ritenendo che un’arma più occultabile ha una potenziale maggiore pericolosità rispetto  all’arma meno occultabile  trova più cautelativa la definizione con la congiunzione “oppure” rispetto all’alternativa “e”. Questa considerazione è coerente con tutto l’insieme delle norme che disciplinano la detenibilità delle armi. La stessa direttiva europea pone le armi da fuoco corte nella categoria b-armi da fuoco soggette ad autorizzazione che hanno ovviamente più restrizioni delle armi delle categorie c-armi da fuoco soggette a dichiarazione. Anche le norme italiane hanno questa logica sottostante, infatti il porto di arma corta è subordinato a licenza prefettizia, per le armi lunghe licenza del Questore (art. 42 TULPS). Inoltre la deroga di considerare comuni armi che possano utilizzare munizionamento militare è limitata solo alle armi lunghe e non alle corte. Queste coerenze normative rafforzano e rendono l’interpretazione più restrittiva della definizione d’arma corta una scelta conseguente e naturale per cui non si capisce come un addetto ai lavori possa pensare il contrario.  
Comprendo la perplessità a considerare corta un’arma avente lunghezza totale di 100 cm con canna di 29 cm e per contro considerare lunga un’arma avente lunghezza totale di 61 cm con canna di 31 cm, ma dovrete comprendere che dell’arma di 100 cm probabilmente ben 69 cm sono di inutile impugnatura facilmente sostituibile.    
Per ulteriore diletto degli appassionati della logica, si può analizzare la definizione a) con la logica booleana pervenendo ovviamente agli stessi risultati.
Nella logica booleana ci sono tre operatori logici fondamentali
AND= congiunzione
OR= disgiunzione
NOT= negazione

Le variabili possono avere solo due valori 1 o 0(uno o zero) o equivalentemente vero o falso.
La congiunzione fra due variabili è una variabile vera solo se sono vere entrambi le variabili.
La disgiunzione fra due variabili è una variabile vera se almeno una delle due variabili è vera.
La lunghezza canna può essere < 30 cm a cui assegniamo V
e  >30 cm  cui assegniamo F
La lunghezza arma può essere < 60 cm cui assegniamo V e > 60 cm cui assegniamo F.

La congiunzione delle due variabili, operazione AND (entrambi V) ha per risultato:
ARMA CORTA= CANNA < 30 AND ARMA < 60

 

CANNA ARMA CONGIUNZIONE (entrambi V)
V (<30) V (<60) V CORTA
V (<30) F (>60) F LUNGA
F (>30) V (<60) F LUNGA
F (>30) F (>60) F LUNGA


L’operazione logica della definizione della direttiva è la disgiunzione OR (almeno una V) quindi avremmo:
ARMA CORTA=CANNA < 30 OR LUNG < 60

CANNA ARMA CONGIUNZIONE (almeno una V)
V (<30) V (<60) V CORTA
V (<30) F (>60) V CORTA
F (>30) V (<60) V CORTA
F (>30) F (>60) F LUNGA

 

COME IMPORTARE UN'ARMA

a) Richiedere il Nulla Osta o Accordo Preventivo, alla Questura di competenza (per i privati se il numero delle armi da importare è superiore a tre è necessario anche il permesso della Prefettura) a seconda che l'arma provenga da Paese Extra Cee o Cee.

b) Per i Paesi Extra Cee è obbligatorio, una volta ottenuti i documenti, passare alla dogana che rilascerà un'apposita bolletta di cauzione  (Mod.A20)

c) Qualora venga richiesto l'arma dovrà essere portata presso il Banco Nazionale di Prova  sito in Gardone Val Trompia via Mameli, 23 previo appuntamento telefonico allo 030 8919840/814.

 

 

IL DECRETO LEGGE 75/2012 PREVEDE CHE IL BNP CLASSIFICHI LE ARMI ASSEGNANDO UN CODICE. QUESTO COMPORTA CHE LE ARMI GIA' BANCATE PRESSO ALTRI BANCHI DEVONO PASSARE DAL BANCO DI PROVA DI GARDONE?

Assolutamente no, l'articolo 11 della Legge 110/75 recita ancora, e non ci risulta che sia stato modificato, "Le armi comuni da sparo prodotte all'estero recanti i punzoni di prova di uno dei banchi riconosciuti per Legge in Italia non sono assoggettate alla presentazione al Banco di Prova di Gardone Val Trompia quando rechino i contrassegni di cui al primo comma".

CATEGORIE DELLA NORMATIVA COMUNITARIA

CATEGORIA A – Armi da fuoco proibite

1. Dispositivi di lancio ed ordigni per uso militare ad effetto esplosivo
2. Le armi da fuoco automatiche
3. Le armi da fuoco camuffate sotto forma di altro oggetto
4. Le munizioni a pallottole perforanti, esplosive o incendiarie, nonché i proiettili per dette munizioni
5. Le munizioni per pistole e rivoltelle dotate di proiettili ad espansione nonché tali proiettili, salvo quelle destinate alle armi da caccia o di tiro al bersaglio per le persone abilitate ad usare tali armi.

CATEGORIA B – Armi da fuoco soggette ad autorizzazione

1. Le armi da fuoco corte semiautomatiche o a ripetizione
2. Le armi da fuoco corte a colpo singolo, a percussione centrale
3. Le armi da fuoco corte, a colpo singolo, a percussione anulare di lunghezza totale inferiore a 28 cm
4. Le armi da fuoco lunghe semiautomatiche a serbatoio e camera idonei a contenere più di tre cartucce
5. Le armi da fuoco lunghe semiautomatiche con serbatoio e camera contenenti al massimo tre cartucce, il cui caricatore non è fissato ►C1 o per le quali non ◄ si garantisce che non possano essere trasformate, mediante strumenti manuali, in armi con serbatoio e camera idonei a contenere più di tre cartucce
6. Le armi da fuoco lunghe a ripetizione e semiautomatiche a canna liscia, la cui canna non supera i 60 cm
7. Le armi da fuoco per uso civile semiautomatiche somiglianti ad un’arma da fuoco automatica

CATEGORIA C - Armi da fuoco soggette a dichiarazione

1. Le armi da fuoco lunghe a ripetizione diverse da quelle di cui al punto B 6.
2. Le armi da fuoco lunghe a colpo singolo dotate di canna rigata.
3. Le armi da fuoco lunghe semiautomatiche diverse da quelle di cui alla categoria B punti 4-7.
4. Le armi da fuoco corte, a colpo singolo, a percussione anulare, di lunghezza totale superiore o uguale a 28 cm.

CATEGORIA D – Altre armi da fuoco

Le armi da fuoco lunghe a colpo singolo a canna liscia.

 

SONO IN POSSESSO DI UNA CARABINA IN CALIBRO 223 POSSO UTILIZZARE CARICATORI DELLA CAPACITA' DI 30 COLPI? HO SENTITO DIRE CHE IL BNP NON LI CONSIDERA IDONEI PER ARMI COMUNI.

 

In risposta al Suo quesito si elencano di seguito le norme che esplicitamente o implicitamente regolano i caricatori e la loro capacità.

a) Il D.Lgs. 204/2010 nell’elencare le parti essenziali delle armi non include i caricatori.

b) Il Decreto 11 aprile 2012 che approva il nuovo elenco dei materiali d’armamento da comprendere nelle categorie previste dall’art. 2, comma 3, della Legge 185/90, considera i caricatori (piu’ genericamente indicati con il termine “serbatoi”) come materiale d’armamento se appositamente progettato per arma da guerra.

c) La legge 110/75 all’art. 2, comma 2, prevede che la sua carabina, pur potendosi prestare all’utilizzo di munizioni da guerra, puo’ essere considerata comune se ha specifiche caratteristiche per l’effettivo impiego per uso caccia o sportivo, ed abbia limitato volume di fuoco.

Cosa possiamo dedurre?

La norma al punto a) non si preoccupa dei caricatori, siano essi a 5 colpi che a 50 colpi.

La norma al punto b) dice che i caricatori sono materiali d’armamento se compatibili con le armi da guerra. Per un minimo di tranquillità si faccia almeno dichiarare dal venditore che il caricatore da 30 colpi non è dello stesso tipo di quello utilizzato nelle armi militari.

La norma al punto c) nel dire che l’arma deve avere un limitato volume di fuoco, ci azzardiamo a dire che forse “limitato” significa qualche colpo in meno (almeno uno) dei caricatori di armi militari in questo calibro.

Per concludere, questo Ente prende semplicemente atto delle capacità dei caricatori delle armi al momento della classificazione secondo quanto dichiarato dal richiedente, ad eccezione delle:

  • Armi demilitarizzate, ove conformemente a quanto prescritto dalla C.C.C.A. limita la capacità dei caricatori a 5 colpi;
  • Armi somiglianti ad un arma con funzionamento automatico idonee ad utilizzare munizionamento militare, si limita la capacità dei caricatori ad un massimo di 29 colpi.

 

 

 
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